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Scritto da Cotrina Madaghiele   
Martedì 06 Novembre 2018 08:23

In relazione a quanto stabilito nel nuovo Regolamneto Europeo sulla Protezione dei Dati (GDPR), entrato in vigore il 25 maggio 2018, l'Associazione Genere Femminile (di seguito, anche Associazione) informa che i dati personali forniti da terzi o comunque ottenuti nell’esercizio delle proprie attività istituzionali formano oggetto di trattamento nel rispetto della normativa sopracitata.

Ultimo aggiornamento Martedì 06 Novembre 2018 08:30
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GLI STEREOTIPI: CHE COSA SONO PDF Stampa E-mail
Scritto da Cotrina Madaghiele   
Domenica 26 Agosto 2018 10:06

Gli stereotipi: cosa sono


Il rapporto di conoscenza dell'Altro è di fatto fortemente influenzato dagli stereotipi e dai pregiudizi; questo ci accinge a cercare di capire quali sono i meccanismi che determinano il sorgere di questa modalità di conoscenza, anche nella prospettiva di tentare di modificarli o di evitare che siano usati meccanicamente e senza consapevolezza.


Vedi quell’uomo là?

Si, ebbene?

Lo odio.

Ma se non lo conosci.

Appunto.


Lo stereotipo è un insieme di credenze, rappresentazioni molto semplificate della realtà e opinioni rigidamente connesse tra di loro, che un gruppo sociale associa a un altro gruppo.

Viene introdotto per la prima volta nelle scienze sociali da Walter Lippmann nell’ambito di uno studio sui processi di formazione dell’opinione pubblica (1922).

Si tratta di “formule” che ci permettono di categorizzare, semplificare la realtà e orientarci in essa, rapidamente e senza dover riflettere.

Ci serviamo di immagini generalizzate che riducono la complessità dell’ambiente, ma annullano al contempo la differenza individuale all’interno dei singoli gruppi.

Gli stereotipi sono tutte le credenze ed opinioni, socialmente condivise, che vengono attribuite ad un gruppo o ad un genere e che finiscono con il determinarne il comportamento e le aspettative.


"Terrone, checca, smidollato protestante, sporco rosso": tutti questi termini vengono usati nella nostra cultura per trasmettere una particolare animosità verso certi gruppi. Quando si nomina un gruppo, molti altri concetti vengono rapidamente evocati.


Nel 1933 Katz e Braly chiesero a un centinaio di studenti universitari di Princeton di scegliere da una serie di ottantaquattro attributi gruppi di cinque che essi consideravano rispettivamente caratteristici di vari gruppi etnici. Circa il 75 per cento concordava nel ritenere i neri pigri e superstiziosi, gli ebrei furbi, i tedeschi orientati all'attività scientifica. Approssimativamente metà degli studenti considerarono gli americani intelligenti, gli italiani impulsivi, gli irlandesi iracondi e i turchi crudeli.

Queste caratterizzazioni vengono spesso fatte senza possedere una conoscenza di prima mano. La maggior parte di quegli studenti, ad esempio, non aveva mai visto un turco e tuttavia era disposta a descrivere i turchi in genere[1]".


Racconto di un nero americano ad un giornalista bianco che lo intervistava:


“Se tu vai in un ristorante e ti servono in maniera ignobile, sai che c’è una sola ragione: il servizio in quel locale è pessimo.

Se io vado in un ristorante e mi trattano altrettanto male, non so quale sia la vera ragione. È perché sono nero o perché il servizio è pessimo?[2]


Come si possono classificare gli stereotipi?


Si possono classificare in:


- Positivi: gli italiani sono raffinati amanti

- Negativi: gli italiani sono mafiosi

- Neutri: gli italiani gesticolano


Secondo Lippmann il rapporto conoscitivo con la realtà esterna non è diretto, ma mediato dalle immagini mentali che di quella realtà ciascuno si forma. Tali immagini (gli stereotipi appunto) altro non sono se non delle semplificazioni grossolane e piuttosto rigide che il nostro intelletto costruisce quali “scorciatoie” per comprendere l’infinita complessità del mondo esterno.


Caratteristica degli stereotipi è infatti la loro persistenza anche attraverso le generazioni, quasi indifferente alla realtà che nel frattempo si evolve e modifica le condizioni in cui avevano avuto origine e senso.


Gli stereotipi sono socialmente condivisi.


Ma perché si diffondono?


-  Ci fanno sentire portatori di saggezza

-  Ci rasserenano nell'ansia delle scelte

-  Ci danno stabilità

- Ci sublimano interessi dell'ego e del gruppo di appartenenza: la creazione di stereotipi spesso riflette un potere culturale di un gruppo su un altro (uomini contro donne, italiani contro stranieri, ecc.)

-  Universalizzano, assolutizzano, naturalizzano le nostre opinioni

-  Semplificano le nostre scelte, i nostri valori culturali

-  Ci danno conferma

-  Sono utili per la sopravvivenza

-  Gestiscono le nostre contraddizioni



STEREOTIPO  = Immagine semplificata di una categoria di persone o eventi, condivisa nei tratti essenziali da molte persone; si accompagna in genere al pregiudizio.


(A cura di Cotrina Madaghiele)



[1] Gergen K.J. - Gergen M.M., Psicologia sociale, Il Mulino, Bologna 1990, pag. 193

[2] http://www.unict.it/sites/default/files/StereotipiGenere.pdf

[3] Gergen K.J. - Gergen M.M., Psicologia sociale, Il Mulino, Bologna 1990, pag. 167

Ultimo aggiornamento Domenica 26 Agosto 2018 10:17
 
BUONA ESTATE 2018 PDF Stampa E-mail
Scritto da La Redazione   
Domenica 05 Agosto 2018 07:08

Ultimo aggiornamento Domenica 05 Agosto 2018 07:12
 
BUONA PASQUA PDF Stampa E-mail
Scritto da La Redazione   
Giovedì 29 Marzo 2018 15:26

L'Associazione Genere Femminile augura Buona Pasqua a tutte/i voi

e vi ricorda che dal 19 aprile prossimo la presidente Cotrina Madaghiele

terrà il "Percorso di Orientamento al Lavoro", offerto dalla

Sezione PD Alberone ai disoccupati e inoccupati in cerca di lavoro.


Il percorso gratuito mira a fornire gli strumenti per effettuare

una ricerca attiva di lavoro strategica.

Per trovare il lavoro giusto per ognuno è fondamentale chiarire

preventivamente con se stessi obiettivi e desideri.

Uno dei segreti che consente di migliorare l’approccio

alla ricerca del lavoro è conoscere se stessi e cosa si vuole.

Dunque, la prima cosa da fare quando si inizia a cercare

lavoro è porsi alcune domande che ci permettano di

avere un’idea più chiara del tipo di occupazione che si

desidera ricercare e del tipo di “prodotto” che si è in

grado di offrire sul mercato del lavoro.

Di questo si parlerà nei quattro incontri di due ore

ciascuno che si terranno in via Appia Nuova 361

(Metro A Furio Camillo) il 19 aprile, 3, 17 e 24 maggio

dalle ore 17 alle ore 19.


Il percorso permette di mettere a punto un progetto professionale

individuale attraverso l’analisi sistematica delle caratteristiche

personali e lavorative condotta in colloqui strutturati anche

con l’utilizzo di materiali appositi quali questionari e

schede di autoanalisi.


In particolare si parlerà di competenze, ossia di quel

patrimonio complessivo di risorse personali a cui

ciascuno di noi attinge quando si trova ad affrontare

una prestazione lavorativa.

L'obiettivo del corso è recuperare le esperienze più

significative maturate nel corso della vita, anche quella

svolte fuori dal contesto lavorativo, per acquisire

consapevolezza sulle proprie conoscenze, capacità

operative e stile personale.


Il percorso, la cui metodologia prevede incontri in aula,

gruppi di lavoro e role playing, si articola in quattro moduli:

- La ricerca di lavoro

- Il bilancio delle competenze

- Il Curriculum Vitae e il colloquio di lavoro

- Il progetto professionale


Il percorso sarà tenuto da Cotrina Madaghiele, sociologa.

Esperta di orientamento al lavoro e bilancio di competenze,

con l'Associazione Genere Femminile ha già ideato,

organizzato e gestito tre edizioni di gruppi di sostegno

per donne licenziate, disoccupate, inoccupate, in cerca di lavoro.

Oltre alla docente, porteranno la loro

esperienza professionisti esterni.


PER INFO E PRENOTAZIONI:

Tel. 06 7886854

Cell. 347 9091265

E-mail: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.



Ultimo aggiornamento Giovedì 29 Marzo 2018 15:34
 
8MARZO2018 PDF Stampa E-mail
Scritto da Cotrina Madaghiele   
Mercoledì 07 Marzo 2018 19:53

8 marzo 2018 - Giornata Internazionale della Donna

 

“Gender gap”, il divario tra gli stipendi uomo-donna

Nel nostro Paese le donne guadagnano, in media, la metà
degli uomini.

(Global Gender Gap Report 2017 presentato al World
Economic Forum di Davos)


Difficoltà sulle possibilità quotidiane di
conciliare lavoro e famiglia

Sono quasi 30mila donne con bambini sotto i
tre anni che hanno lasciato il lavoro nel 2016.

(Ispettorato Nazionale del Lavoro, Relazione
annuale sulle convalide delle dimissioni e risoluzioni
consensuali delle lavoratrici madri e dei lavoratori
padri, 2016)


Mentalità che finisce per giustificare la
violenza sulle donne

Un italiano su sei pensa che le donne vittime
di violenza abbiano una parte di responsabilità.

(IPSOS, ricerca per indagare le opinioni
degli italiani sugli stereotipi di genere, 2017)


Contenuti offensivi contro le donne sul web

Le donne restano il vero bersaglio per i messaggi
discriminatori
: il 63,1% dei tweet negativi
è infatti rivolto contro di loro.

(Vox, Osservatorio italiano sui diritti, 2018)


Ultimo aggiornamento Mercoledì 07 Marzo 2018 20:11
 
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