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Scritto da Cotrina Madaghiele   
Martedì 06 Novembre 2018 08:23

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Ultimo aggiornamento Martedì 06 Novembre 2018 08:30
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LE TEMATICHE DI GENERE NELLA PROGRAMMAZIONE SCOLASTICA PDF Stampa E-mail
Scritto da Cotrina Madaghiele   
Mercoledì 01 Maggio 2019 07:04

La prima causa della violenza maschile sulle donne, che non è solo

fisica ma anche psicologica ed economica, sta nella

discriminazione che le donne subiscono a causa

della cultura patriarcale dominante.

Restare indifferenti, o relegare alle donne queste tragiche

problematiche, è una forma di connivenza.


La lunga coda di violenze e soprusi nei confronti delle donne,

di cui quotidianamente veniamo a conoscenza, lancia

necessariamente messaggi di allarme su quelle che

sono le relazioni tra generi e impone di riconsiderare

il modello educativo in alcune sue parti.


Serve, in particolare, rivalutare i percorsi formativi e

didattici promuovendo il superamento degli stereotipi

di genere attraverso un’educazione alla differenza

lungo tutto il percorso scolastico affinché la cultura che

tenga conto delle differenze sia un valore aggiunto alle

relazioni tra uomini e donne.


In realtà, solo da pochi decenni si è potuto descrivere questa

forma di relazione che è la violenza di un individuo su un

altro di genere sessuale diverso. Si cominciano, così, a

evidenziare e contare le uccisioni che prima rimanevano

sullo sfondo della cronaca, quelle di donne da parte di

uomini, anche familiari e conoscenti.

Prende, così, forma il discorso pubblico intorno al fenomeno

della violenza maschile sulle donne ed alla sua portata.


La violenza di genere può essere veicolata e radicarsi nella

cultura prevalente attraverso discorsi e immagini stereotipate

che propongono modelli di rappresentazione delle relazioni

tra uomini e donne fortemente asimmetrici.


Accade che le donne restino imprigionate in ruoli stereotipati

di subordinazione e sudditanza rispetto agli uomini; in un

destino di invisibilità, di silenziosa acquiescenza a compiti e

doveri, alla definizione dei quali il linguaggio contribuisce in

modo significativo e si fa strumento di trasmissione di ruoli

sociali che le donne assumono come "naturali" legittimando

il dominio maschile sull’altro sesso.


Iniziative progettuali e interventi nei luoghi della formazione

costituiscono lo strumento principale per evitare che le nuove

generazioni facciano propri modelli di comportamento

e relazione con l’altro sesso asimmetrici e sessisti.


La scuola è il contesto privilegiato in cui intervenire

per prevenire il diffondersi e il radicarsi di culture sessiste

e misogine. L’istituzione scolastica diventa il luogo ideale per

fornire modelli alternativi, proprio perché, qui a differenza della

famiglia e del contesto sociale allargato, le relazioni sono

importanti, ma meno coinvolgenti e libere da condizionamenti.


"La scuola dovrebbe farsi garante nell’aiutare i ragazzi a

consapevolizzare la propria identità di genere, rispettando

e non prevaricando quella altrui. Se è vero che essere maschi
o femmine è un dato di fatto incontrovertibile e che quindi sia

ipotizzabile che non sia un qualcosa sottoponibile ad

insegnamento, è anche un dato di fatto che, finora, donne e uomini

non hanno avuto, nel corso della storia, la stessa libertà di

espressione, di conseguenza qualcosa non ha funzionato e ne

paghiamo tutti un prezzo, catene ben visibili per le prime ed

altre meno visibili per i secondi.

Per fermare la violenza e per rapporti più sani ed

equilibrati tra i generi o partiamo dalla scuola o

perdiamo una grande occasione di cambiamento sociale

e culturale, perché possiamo legiferare quanto ci pare, ma,

se non tocchiamo profondamente le coscienze, otterremmo

imposizioni che si sostituiscono ad imposizioni, solo con nomi più raffinati"[1].


Queste azioni educative, proprio per la loro specifica valenza,

non devono essere un intervento sporadico, ma devono

rientrare in una programmazione continua all’interno

del sistema scolastico, anche sulla scia di quanto già

avviene a livello europeo.

L'obiettivo dovrà essere quello di superare gli ostacoli che limitano,

di fatto, la piena e autonoma soggettività, qualificando e

riconoscendo valore alle differenze di genere, per una

qualità delle relazioni tra donne e uomini non più basata

sulla negazione del reciproco rispetto, dignità e libertà delle scelte.


Sembra opportuno includere le tematiche di

genere nella programmazione scolastica.


Si rivela fondamentale produrre gli opportuni strumenti

di conoscenza per realizzare, quanto prima, una nuova

cultura delle relazioni, della reciprocità e della condivisione

di responsabilità tra uomini e donne. Tutto questo sarò

possibile solo con il contributo di tutto il mondo della scuola.

 


[1] De Maglie M., Parità di genere: ripartiamo dalla scuola, legiferare non basta,  in http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/05/05/parita-di-genere-ripartiamo-dalla-scuola-legiferare-non-basta/973443

Ultimo aggiornamento Mercoledì 01 Maggio 2019 07:28
 
I NUMERI DELLA VIOLENZA PDF Stampa E-mail
Scritto da Cotrina Madaghiele   
Domenica 10 Marzo 2019 09:29

Ultimo aggiornamento Domenica 10 Marzo 2019 09:31
 
BUONE FESTE PDF Stampa E-mail
Scritto da Cotrina Madaghiele   
Giovedì 20 Dicembre 2018 15:58

Ultimo aggiornamento Giovedì 20 Dicembre 2018 15:59
 
CONVEGNO "LO SPORT VINCE LA DISCRIMINAZIONE DI GENERE" PDF Stampa E-mail
Scritto da Cotrina Madaghiele   
Lunedì 17 Dicembre 2018 13:15

Roma, 17.12.2018, a parlare di stereotipi di genere, pregiudizi
e discriminazioni
al convegno "Lo sport vince la discriminazione
di genere" organizzato dall'Associazione Asd Ascor c/o l'Aula
Consiliare del Municipio Roma V.


Ultimo aggiornamento Lunedì 17 Dicembre 2018 13:19
 
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