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BUON FERRAGOSTO 2015 PDF Stampa E-mail
Scritto da La Redazione   
Giovedì 13 Agosto 2015 15:50

 

Ultimo aggiornamento Giovedì 13 Agosto 2015 15:53
 
L'OMS E LA VIOLENZA DI GENERE PDF Stampa E-mail
Scritto da Cotrina Madaghiele   
Giovedì 13 Agosto 2015 15:43

L’organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha di recente reso
noti i risultati delle revisioni sistematiche riguardanti i dati di
prevalenza, globali e regionali, della violenza domestica e sessuale
e gli effetti della violenza sulla salute[1].

La ricerca sottolinea che la violenza contro le donne
è un problema di sanità pubblica globale di proporzione
epidemiche così come una violazione dei diritti umani
fondamentali.
La violenza rappresenta un determinante
sociale della salute fisica e mentale della donna.

Come riporta il Global status report on violence prevention
2014, l
o studio sugli abusi fisici e sessuali subiti dalle
donne
in tutte le regioni del pianeta, il 35% delle donne subisce
nel corso della vita qualche forma di violenza. La più comune è
quella perpetrata da mariti e fidanzati. A esserne vittime sono
ben il 30% delle donne.

Il 38% di tutte le donne uccise muore per mano del
partner.

Il 42% di coloro che hanno subito violenze fisiche o sessuali
da uomini con cui avevano avuto una relazione intima ha
riportato danni alla salute.

L’impatto degli abusi sulla salute, aggiunge l’OMS, comprende
anche depressione e alcolismo, che sono due volte più
probabili in chi ha subito violenze dal partner. Le infezioni
sessualmente trasmissibili sono una volta e mezzo più probabili.
Il ricorso all’aborto due volte maggiore, mentre i bambini che
vengono fatti nascere sono meno sani.

La classifica delle violenze domestiche è guidata da Asia sud-orientale,
Paesi arabi del Mediterraneo e Africa, tutti con percentuali intorno
al 37%.

In Europa va meglio, ma non abbastanza: oltre 25 donne
su cento sono abusate fisicamente o sessualmente dai
partner
.

Lo studio identifica almeno in parte le radici del fenomeno e
suggerisce le contromisure. Proteggere i bambini dalle violenze
aiuta a farne degli adulti migliori. L’istruzione femminile secondaria
è correlata a una maggior sicurezza.

Quanto all'aumento del lavoro femminile, nell’immediato una donna
che inizia a lavorare può essere più a rischio, soprattutto se ha un
partner disoccupato, che si sente minacciato dalla sua indipendenza.
Nel lungo periodo però l’emancipazione è benefica.

Oltre ad aiutare le vittime, c’è un grande lavoro di educazione e
sensibilizzazione da fare, che passa anche per le riforme del diritto
familiare e la lotta a tutte le disparità di genere.

L’obiettivo è rendere le violenze sulle donne sempre meno
accettabili socialmente.

Un dato infatti è chiaro: anche al netto del grado di sviluppo economico
dei Paesi, gli abusi fisici e sessuali sono più diffusi là dove,
per affermare l’autorità maschile all’interno della coppia, le
norme culturali tendono a giustificare il ricorso alla forza.


Cotrina Madaghiele
Presidente Associazione Genere Femminile



Ultimo aggiornamento Giovedì 13 Agosto 2015 15:50
 
LA VIOLENZA DI GENERE PDF Stampa E-mail
Scritto da Cotrina Madaghiele   
Venerdì 17 Luglio 2015 10:01

La violenza di genere è la violenza perpetrata contro le donne
basata sul genere, ed è ritenuta una violazione dei diritti umani.


La violenza sulle donne è riconosciuta come un grave problema
sociale di dimensioni mondiali.


È la manifestazione della storica differenza in termini di potere
all’interno delle relazioni di genere, differenza che ha portato alla
dominazione e alla discriminazione nei confronti delle donne da
parte degli uomini e all’impossibilità di un completo sviluppo
per le donne.


La violenza di genere e tutte le forme di molestie e di
sfruttamento sessuali, incluse quelle che risultino dal pregiudizio
culturale e dal traffico internazionale, sono incompatibili con
la dignità e il valore della persona umana, e perciò devono
essere eliminate.


Nelle raccomandazioni internazionali la violenza di genere
è solitamente definita come violenza esercitata dal genere
maschile sul genere femminile.

 

Al contrario di quanto comunemente si pensa, il fenomeno
della violenza:

- si manifesta soprattutto in ambito familiare e tra la persona
violenta e la vittima esiste un legame affettivo;

- coinvolge donne di ogni estrazione sociale e culturale;

- comprende forme e modalità di diverso tipo, non solo
quello fisico;

- provoca danni fisici e mentali con gravi conseguenze anche
a lungo termine;

- è un trauma grave, vissuto come una profonda umiliazione
e minaccia di vita;

- tende a cronicizzarsi nel tempo;

- il danno è tanto più grave quanto più la vittima resta isolata
e non creduta.

 

Cotrina Madaghiele

Presidente Associazione Genere Femminile

 


Ultimo aggiornamento Venerdì 17 Luglio 2015 10:17
 
JOB CLUB PDF Stampa E-mail
Scritto da La Redazione   
Mercoledì 17 Giugno 2015 17:01

Ultimo aggiornamento Mercoledì 17 Giugno 2015 17:03
 
CONVEGNO "CONTRASTARE LA VIOLENZA DI GENERE: AZIONI E STRATEGIE" 25 MAGGIO PDF Stampa E-mail
Scritto da La Redazione   
Martedì 26 Maggio 2015 00:00

http://www.donnainaffari.it/etica/campagna-contro-violenza-donne/3934-violenza-di-genere-azioni-e-strategie-per-contrastarla

 

Si è tenuto lunedì 25 maggio 2015, dalle ore 17 alle 19,
presso la Sala del Carroccio in Campidoglio il convegno
finale del progetto "Contrastare la violenza di genere: azioni
e strategie
" a cura dell'Associazione Genere Femminile.


Sensibilizzare sull’importanza di promuovere la parità di
genere, l'educazione alle differenze, l’uguaglianza dei diritti;
di contrastare espressioni stereotipate che facciano prevalere
la superiorità o l’inferiorità di un sesso sull’altro; di combattere
la violenza, le discriminazioni e i pregiudizi collegati, questi
gli obiettivi del progetto.
Il convegno finale del progetto ha permesso di fare il punto
sulle azioni e le strategie per contrastare la violenza di genere.

Le azioni sono state realizzate presso Istituto Magistrale Statale
"Giordano Bruno" di Roma a febbraio scorso.

Per fermare la violenza e per rapporti più sani ed equilibrati
tra i generi occorre partire dalla scuola vista come occasione
di cambiamento sociale e culturale.

Le studentesse e gli studenti sono stati coinvolti in un processo
di confronto al fine di sviluppare in loro una capacità di analisi
critica della rappresentazione del femminile, di decostruire gli
stereotipi degradanti veicolati dai media, per giungere ad individuare
delle possibili strategie di intervento.

Iniziative progettuali e interventi nei luoghi della formazione
costituiscono lo strumento principale per evitare che le nuove
generazioni facciano propri modelli di comportamento e relazione
con l’altro sesso asimmetrici e sessisti.

La scuola è il contesto privilegiato in cui intervenire per prevenire
il diffondersi e il radicarsi di culture sessiste e misogine.
L’istituzione scolastica diventa il luogo ideale per fornire
modelli
alternativi, proprio perché, qui a differenza della famiglia, le relazioni
sono importanti, ma meno coinvolgenti e libere da condizionamenti.

Per fermare la violenza e per rapporti più sani ed equilibrati
tra i generi o partiamo dalla scuola o perdiamo una grande occasione
di cambiamento sociale e culturale, perché possiamo legiferare
quanto ci pare, ma, se non tocchiamo profondamente le coscienze,
otterremmo imposizioni su imposizioni.

In particolare, gli incontri sono stati l'occasione per confrontarci
sui seguenti contenuti: definizione di violenza di genere; la normativa
specifica; il rapporto tra vittima e persecutore; il concetto di genere
e di
parità di genere; educazione alle differenze; gli stereotipi di genere
e la loro importanza nella prevenzione della violenza contro le donne
e verso altri generi; le rappresentazioni del maschile e del femminile
nella comunicazione: analisi dei messaggi pubblicitari;
il pregiudizio e la discriminazione.

Per contrastare fenomeni legati alla discriminazione di genere e
alla violenza contro le donne, occorre in primo luogo intervenire
su quei fattori culturali e sociali che influenzano la concezione
dei ruoli di genere all’interno della famiglia e del contesto sociale.

Come ha sottolineato il deputato belga Marc Tarabella
nella relazione della Commissione parlamentare per i
Diritti delle donne, "l’uguaglianza di genere significa
l’uguaglianza dei diritti e l’accessibilità. Uomini e donne
non sono e non saranno mai la stessa cosa, ma dovrebbero
avere gli stessi diritti".

In una società come quella attuale articolata e complessa,
pluralista, multietnica e sempre più diversificata al suo interno,
appare inevitabile porre attenzione alle differenze e pensare
ai valori della convivenza in una dimensione molto più vasta
rispetto al passato in una visione di impegno concreto contro
le discriminazioni e le prevaricazioni.

 

Ha portato i saluti istituzionali l'On. Francesco D'Ausilio,
Consigliere dell'Assemblea Capitolina.

 

Sono intervenuti:

Marina Asprella Libonati, Psicologa e docente di Scienze
Umane Liceo Giordano Bruno
DIFFERENZE DI GENERE: BUONE PRATICHE
EDUCATIVO-FORMATIVE E CAMBIAMENTO CULTURALE


Mario Rusconi, Vice presidente ANP (Associazione Nazionale Presidi)
DEMOCRAZIA E RISPETTO DELLE REGOLE


Laura Moschini, Docente Università Roma Tre
IL GENERE A SCUOLA COME ANTIDOTO ALLA VIOLENZA E
AL BULLISMO


Emanuela Droghei, Esperta di politiche di welfare
VIOLENZA DI GENERE: DAL TERRITORIO UN NUOVO
WELFARE PER EDUCARE ALLE DIFFERENZE


Annabella D'Elia, Consulente Ass. Genere Femminile sulla
normativa europea
LA NORMATIVA SPECIFICA: UN CONFRONTO EUROPEO


Sono intervenuti dei componenti della redazione giovani di
ETUTORWEB e alcuni studenti della scuola Giordano Bruno.


A tutti i partecipanti è stato distribuito un libretto con i
contenuti affrontati durante gli incontri nella scuola.


La Regione Lazio e il Consiglio regionale del Lazio hanno
concesso il Patrocinio all’iniziativa.


Cotrina Madaghiele
Presidente Associazione Genere Femminile


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SLIDE DOTT.SSA ANNABELLA D'ELIA, CLICCA QUI.

RELAZIONE PROF. DOMENICO PERNA, CLICCA QUI.

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Ultimo aggiornamento Martedì 09 Giugno 2015 16:59
 
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