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Crescita economica, equità, uguaglianza: il ruolo delle donne PDF Stampa E-mail
Scritto da Cotrina Madaghiele   
Mercoledì 19 Ottobre 2011 00:00
“Sulla base di classifiche internazionali, l'Italia risulta essere un Paese che, in termini di divari di genere, è ancora lontana dagli standard della maggioranza degli Stati europei, ragione per cui abbiamo deciso, negli ultimi mesi, di correre ai ripari. Governo e Parlamento sono intervenuti in maniera decisa, su più fronti, allo scopo di risalire le classifiche” ha detto il Ministro Carfagna intervenendo ad un convegno presso la sede centrale della Banca d'Italia per discutere sul ruolo delle donne nella crescita economica, ma anche di equità e uguaglianza. “L'approvazione della legge sulle quote rosa nei cda – ha proseguito il Ministro per le Pari Opportunità - avvenuta di recente in Parlamento, ha già avviato un percorso importante di femminilizzazione di un contesto che, fino ad oggi, era stato quasi esclusivamente maschile e, certamente,  questo cambiamento, che è innanzitutto culturale, provocherà un effetto domino anche in quei settori non coinvolti direttamente dalla legge. Credo che la nostra società sia matura per strumenti che consentano un ulteriore passo avanti e, per questa ragione, ho presentato un disegno di legge, attualmente in discussione alla Camera, che riporterà la parità negli organi elettivi dei Comuni, introducendo la preferenza di genere, aggiuntiva e facoltativa. Contemporaneamente, visto che l'assenza di servizi, come emerge dagli studi presentati oggi, spesso costringe le donne a rinunciare al lavoro, abbiamo finanziato strutture che favoriscano la Conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, come gli asili”.

In questa occasione il Ministro Mara Carfagna ha anche lanciato un appello al sistema bancario rispetto al risultato di alcuni studi, secondo cui nell’acceso ai fidi bancari le micro-imprese guidate da donne pagano un tasso di interesse dello 0,3%  più alto rispetto a quelle che hanno un uomo come titolare. “Tale differente trattamento non trova la propria giustificazione nel fatto che le imprese femminili siano più rischiose delle corrispondenti aziende al maschile, tenuto conto che le imprese guidate da donne tendono anzi a fallire di meno”, ha concluso.

http://www.pariopportunita.gov.it/index.php/primo-piano/2097-crescita-economica-equita-uguaglianza-il-ruolo-delle-donne (18 ottobre 2011)

Ultimo aggiornamento Domenica 22 Gennaio 2012 15:32
 
Carfagna: "Dall'Ue nuove tutele per le vittime di stalking" PDF Stampa E-mail
Scritto da Cotrina Madaghiele   
Sabato 01 Ottobre 2011 00:00
“Le vittime di stalking, di ex partner violenti o molesti, potranno presto contare su una tutela in più: l’efficacia delle misure di protezione in tutto il territorio dell’Unione europea. Il via libera del Consiglio Europeo dei Ministri della Giustizia all’Ordine di protezione europeo consente ai divieti di avvicinamento alle vittime, di frequentazione delle zone di residenza o di lavoro, di contatto tramite corrispondenza telefonica o per via elettronica, di acquisire una dimensione sovranazionale e, quindi, di far sentire al sicuro le donne anche quando hanno deciso di trasferirsi in un altro Paese dell’Unione”.

Così Mara Carfagna, Ministro per le Pari Opportunità, commenta con l’Ansa il via libera del Consiglio Europeo dei Ministri della Giustizia all’Ordine di protezione europeo. “Le vittime, dopo l’approvazione definitiva prevista entro l’anno, potranno essere protette in tutti e 27 gli Stati, compresi quelli che, per il momento, non hanno introdotto il reato di stalking nel loro ordinamento”, aggiunge Carfagna. “La decisione di oggi definisce un principio sacrosanto: la libertà e l’integrità psicologica, fisica e sessuale di ogni persona dovrà essere preservata in tutto il territorio europeo, senza più zone franche. Nessuna vittima sarà dunque più costretta a rinunciare a trasferimenti, viaggi o spostamenti, per paura di poter essere inseguita e raggiunta”, aggiunge Carfagna. “La legge contro lo stalking, introdotta a febbraio 2009 nel nostro ordinamento, fa registrare una media di circa 600 denunce e 100 arresti al mese ripartiti uniformemente in tutto il territorio nazionale”, conclude il Ministro.

http://www.pariopportunita.gov.it/index.php/primo-piano/2088-carfagna-qdall-ue-nuove-tutele-per-le-vittime-di-stalking (23 settembre 2011)

Ultimo aggiornamento Domenica 22 Gennaio 2012 15:31
 
Lavoro: donne discriminate su retribuzioni PDF Stampa E-mail
Scritto da Cotrina Madaghiele   
Mercoledì 05 Ottobre 2011 00:00
A parità di qualifica e impiego, la differenza di retribuzione tra uomini e donne in Italia si attesta tra il 10 e il 18% ed è dovuta interamente a fenomeni di discriminazione. Il dato è contenuto in una ricerca presentata stamani al convegno della II Commissione Politiche del Lavoro e Sistemi Produttivi del Cnel, curata da Emiliano Rustichelli (Isfol), che esamina il caso italiano e propone policy per una effettiva parità di opportunità nel mercato del lavoro. Dalla ricerca, condotta su 10mila lavoratori e lavoratrici italiane, emerge che il differenziale retributivo di genere misurato sul salario orario dei soli lavoratori dipendenti è pari in media a 7,2 punti percentuali. Il gap retributivo per le lavoratrici dipendenti risulta particolarmente elevato in alcuni ambiti: tra le donne meno scolarizzate raggiunge quasi il 20% e si mantiene oltre il 15% per chi possiede la licenza media. Ne soffrono sia le giovanissime (8,3% di penalizzazione rispetto ai coetanei) che le lavoratrici adulte (12,1%), mentre è più contenuto nella fascia di età compresa tra 30 e 39 anni (3,2%). La forbice retributiva di genere appare meno pronunciata nel Sud mentre, in termini di caratteristiche dell'occupazione, si rileva una marcata differenza di genere nelle retribuzioni medie orarie degli operai specializzati (20,6%), degli impiegati (15,6%), dei legislatori, dirigenti ed imprenditori (13,4%). Particolarmente elevata è anche la penalizzazione delle donne impiegate in professioni non qualificate rispetto ai loro omologhi di sesso maschile (17,5%). In termini settoriali, si registra una forte differenza nelle retribuzioni medie orarie di uomini e donne impiegati nei servizi finanziari e quelli alle imprese (rispettivamente 22,4% e 26,1%), nell'Istruzione e nella Sanità (21,6%), nella manifattura (18,4%). Per il CNEL non è più possibile sprecare una forza lavoro qualificata e potenzialmente molto produttiva come quella femminile. I fattori che generano il gender pay gap sono diversi e spesso intercorrelati: fattori culturali e stereotipi di genere favoriscono la segregazione orizzontale e verticale e divaricano il gap di partecipazione al mercato del lavoro tra uomini e donne, la mancanza di politiche di conciliazione costringe le donne a uscire dal mercato del lavoro, ne impedisce la continuità lavorativa e limita le loro opportunità di carriera. Discriminazioni inaccettabili alla luce del fatto che le donne possiedono requisiti di formazione e di esperienza analoghi se non superiori a quelli degli uomini.
Ultimo aggiornamento Domenica 22 Gennaio 2012 15:33
 
Non farti scippare il futuro PDF Stampa E-mail
Scritto da Cotrina Madaghiele   
Giovedì 14 Luglio 2011 00:00

SE NON ORA QUANDO E PARI O DISPARE CONTRO LA MANOVRA FINANZIARIA. DA ROMA A NEW YORK, PROSEGUE LA CAMPAGNA: "NON FARTI SCIPPARE IL FUTURO"
Le donne dicono no alla manovra finanziaria in discussione in Parlamento. I gruppi Se Non Ora Quando e Pari o Dispare denunciano una manovra che sottrae al welfare per le donne la cifra record di 4 miliardi di euro.

Questi soldi, per una legge approvata dal parlamento italiano qualche mese fa, dovevano essere impegnati per politiche di conciliazione, inclusione delle donne nel mercato del lavoro,  assistenza e cura. Non investimenti a fondo perduto, ma un modo per ridare respiro al potenziale al femminile e per investire nella crescita del nostro paese.
La manovra finanziaria ha cambiato destinazione a questo tesoretto, scippandolo letteralmente dalle borsette delle donne italiane, visto che è dall'aumento dell'età pensionabile nel pubblico impiego delle donne che si riscuotera' la ragguardevole cifra di 4 miliardi. Non una sola parola del Governo su questo furto. Ne' una spiegazione. Omissioni, anche durante il question time al Senato, dove il Ministro Sacconi interrogato su questo ha evitato di rispondere su che fine avesse fatto "il malloppo". Silenzio o bugie da parte degli altri componenti del Governo, oltre che un certo imbarazzo presso la maggioranza.
“Occorre non tacere, fare quanto piu' rumore possibile, in modo che tutte sappiano quanto sta accadendo. Ce ne ricorderemo a tempo debito e lotteremo perché questo scippo non avvenga. E se dovesse accadere, continueremo a insistere perché si torni su questa sciagurata decisione. Sappiamo che sono tempi difficili e che tutti dobbiamo fare sacrifici, ma non è possibile che a fronte di tagli assenti o scarsi su voci come i costi della politica, le province e molto altro, venga chiesto alle donne l’ennesimo sacrificio – spiegano le promotrici– Vogliamo ricordare che le donne sono già chiamate a rispondere, con il loro lavoro volontario e non pagato ai tagli del welfare degli ultimi anni”.
Per opporsi al provvedimento le donne dei due gruppi, diverse parlamentari (hanno già aderito Emma Bonino, Paola Concia, Francesca Marinaro, Flavia Perina) e tutte coloro che vorranno sostenerle, si daranno appuntamento a Piazza Montecitorio domani,giovedì 14 luglio, alle ore 17.30  in coincidenza con la discussione della manovra alla Camera. La data è stata scelta anche per sottolineare che nelle stesse ore sarà in corso a New York la presentazione del il rapporto ombra sulla disuguaglianza di genere in Italia, in margine alla sessione internazionale della Convenzione CEDAW(ONU, Committee on the Elimination of Discrimination against Women) . Dal testo emerge, ancora una volta, il ruolo secondario a cui le donne sono condannate in Italia, nonostante gli impegni e le promesse presi dai governi che si sono succeduti negli ultimi anni.

Per info e contatti: Pari e Dispari: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
mobile: 342 17 62 202

Ultimo aggiornamento Domenica 22 Gennaio 2012 15:34
 
Imprese: nella crisi, meglio quelle "rosa" PDF Stampa E-mail
Scritto da Cotrina Madaghiele   
Sabato 01 Ottobre 2011 00:00

Roma, 23 settembre 2011 - Le imprese “in rosa” confermano di avere una marcia in più di quelle dei colleghi uomini e, nonostante i colpi della crisi, continuano a crescere ad un ritmo superiore a quello medio dell’imprenditoria nazionale.

Tra giugno 2010 e giugno 2011, l’universo al femminile delle imprese italiane è aumentato di 9.815 unità, pari ad un tasso di crescita dello 0,7% contro lo 0,2% dei colleghi maschi, a fronte di una crescita media del tessuto imprenditoriale nazionale dell0 0,3%.

Alla fine di giugno, le imprese femminili fotografate dall’Osservatorio sull’Imprenditoria femminile di Unioncamere – che da quest’anno ha assunto cadenza trimestrale - risultano pertanto essere 1.430.900, pari al 23,4% di tutte le imprese registrate presso le Camere di commercio.

Unioncamere - Osservatorio sull’Imprenditoria Femminile - II trimestre 2011

Ultimo aggiornamento Domenica 22 Gennaio 2012 15:34
 
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