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Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne PDF Stampa E-mail
Scritto da Cotrina Madaghiele   
Venerdì 25 Novembre 2011 00:00

25 novembre, Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne proclamata dall’ Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 17 febbraio 1999.

Il Report 2010 della Commissione Europea sulla violenza contro le donne, sottolinea come l’aggressività maschile sia la prima causa di morte violenta e di invalidità permanente per le donne tra i 16 e i 44 anni in tutto il mondo. Tale violenza si consuma soprattutto tra le pareti domestiche.
Oggi sempre più, il permanere di questa “antica attitudine maschile” viene sottoposta finalmente a una feroce critica sociale.

L’Associazione Genere Femminile si unisce a chi propone che finalmente si diffonda in tutta Italia una riflessione pubblica tra gli uomini, nelle famiglie, nelle scuole, nelle università, nei luoghi della politica e dell’informazione, nel mondo del lavoro; una riflessione comune capace di determinare una svolta evidente nei comportamenti quotidiani e nella vita di ciascuno di noi.
Inoltre, affinché le donne si possano sentire sicure per strada, in ufficio e nelle loro case, Stati ed Unione Europea devono potenziare tutte le misure per eliminare la violenza contro le donne, inclusa la prevenzione, la protezione, il procedimento giudiziario e i risarcimenti.

Ultimo aggiornamento Domenica 22 Gennaio 2012 15:29
 
Consiglio approva mozione per l'istituzione dell'Anno europeo della lotta alla violenza contro le donne PDF Stampa E-mail
Scritto da Cotrina Madaghiele   
Giovedì 24 Novembre 2011 00:00

Il Consiglio regionale del Lazio, il 23.11.2011, ha approvato all'unanimità la mozione n. 294, presentata dal presidente della commissione Affari comunitari e internazionali Gilberto Casciani (Lista Polverini) e sottoscritta da tutti i capigruppo e dai componenti della commissione, per l'istituzione dell'Anno europeo della lotta alla violenza contro le donne.
La mozione impegna il presidente della Regione Lazio ad attivarsi presso le sedi Governative competenti, affinché la Commissione europea istituisca nei prossimi quattro anni un Anno europeo contro la violenza nei confronti delle donne; tale misura permetterà di sensibilizzare i cittadini europei e di mobilitare i governi nella lotta contro la violenza nei confronti delle donne.

 

 

Ultimo aggiornamento Domenica 22 Gennaio 2012 15:29
 
25.11.2011 - Giornata internazionale contro la violenza sulle donne PDF Stampa E-mail
Scritto da Cotrina Madaghiele   
Mercoledì 23 Novembre 2011 00:00

Ultimo aggiornamento Domenica 22 Gennaio 2012 15:29
 
Le donne al Parlamento PDF Stampa E-mail
Scritto da Barbara Di Giorgio   
Martedì 22 Novembre 2011 00:00

Nell’anno 391 a.C. quando Atene si trova ormai in crisi dopo la sconfitta contro Sparta e la vittoria di quest’ultima nella battaglia di Egospotami nel 404 a. C., Aristofane, commediografo greco, mette in scena un’opera coraggiosa: “Le Ecclesiazuse”, tradotto in “Le donne al Parlamento”, dove il governo della città di Atene viene affidato alle sole donne, con l’applicazione di un comunismo dei beni e dei rapporti sessuali.
Prassagora, l’eroina della commedia, invita le donne di Atene, da tempo sottoposte ad una vita di oltraggi e di ingiustizie, a dar vita ad un espediente: travestirsi da uomini per prendere il potere in Assemblea e legiferare a favore delle donne. Così facendo le donne in abiti maschili si attribuiscono ogni potere decisionale stabilendo la comunanza dei beni, la fine dei processi e dell’infame consuetudine della delazione. Le donne sembrano essere le sole in grado di dar vita ad una comunanza dei beni perché dotate di lungimiranza e saggezza. Gli stessi personaggi maschili della commedia riconoscono loro tali qualità che vediamo ben espresse nelle parole di Cremete: “E poi le donne si prestano tra loro vestiti, gioielli, coppe, soldi, da sole a sole, senza bisogno di testimoni, e restituiscono tutto senza tirare a fregarsi – che è quello che fa la maggior parte di noi”. Le donne appaiono quindi diverse, lontane dall’individualismo maschile, aduse alla condivisione dei propri beni e soprattutto complici.
Ancora Prassagora, e Aristofane per mezzo di lei, si esprimono chiaramente dicendo: “Non ci saranno più rapine, né invidie verso i vicini, nessuno sarà più nudo o povero, nessuno offenderà, nessuno sequestrerà i pegni dei debitori … È necessario che tutti abbiano tutto in comune e da ciò traggano i propri mezzi di sostentamento; non più che uno sia ricco e un altro miserabile; che uno abbia molta terra da coltivare e un altro neppure quella per esservi sepolto … Tutti i mezzi di vita devono essere in comune e uguali per tutti”.
Però le donne osano qualcosa di più e stanche di sentirsi proprietà degli uomini stabiliscono anche delle regole che garantissero la libertà dei costumi sessuali rendendole più libere, costringendo però gli uomini giovani ad unirsi con donne anziane e brutte, prima di poter amoreggiare con fanciulle giovani e belle. Qui il progetto delle donne comincia a vacillare, poiché gli uomini non sono affatto pronti ad una tale direttiva, finendo così per lasciar naufragare il sogno delle donne in un esito grottesco con un giovane innamorato conteso da tre vecchie megere.
Ebbene, al di là della comicità di certe situazioni, la lettura di tale commedia risulta godibile e utile nel far notare come in una società in crisi, il pensiero dei più lungimiranti tra gli uomini vada alla donna e ai talenti a lei riconosciuti. Aristofane e poi Platone vedranno solo in lei la persona in grado di superare le barriere del personalismo maschile, latore della corruzione e del disfacimento dei costumi, proponendo la donna in qualità di governante in grado di tessere l’ordito della realtà politica del tempo. L’attenzione posta sull’abolizione dei processi, sull’odioso uso della delazione e sulla ripartizione equa dei beni, non può non farci riflettere oggi, in tale contesto storico. Certamente parossistica è la comunione dei rapporti sessuali, ma Aristofane voleva con tale proposta fare il verso in modo irriverente a tanta ipocrisia maschile, sforzandosi di dare voce ai corpi sfruttati delle donne greche, pronte a rianimarsi e a collaborare in qualità di vere sorelle, quando forte era l’anelito di una società migliore, lasciando dietro gli uomini, persi tra i loro egoistici e macchinosi disegni, alla affannosa ricerca di una soluzione che sembrava sempre più lontana.
Barbara Di Giorgio

 

Ultimo aggiornamento Domenica 22 Gennaio 2012 15:30
 
Nuovo Regolamento taxi Roma, prevista norma per maggiore sicurezza delle donne PDF Stampa E-mail
Scritto da Cotrina Madaghiele   
Mercoledì 09 Novembre 2011 00:00

«Oggi è una giornata importante anche per quanto attiene l’applicazione delle Pari Opportunità ad una delibera che riguarda il servizio relativo al trasporto pubblico non di linea. Oltre ad una riduzione tariffaria per le donne che viaggiano sole in orario notturno, è stato previsto che il tassista, al termine della corsa, nell’orario compreso tra le ore 22 e le ore 7, debba attendere in vettura che le donne sole abbiano fatto ingresso all’interno dell’indirizzo di destinazione.
Un elemento qualificante che avrà una ricaduta concreta sul principio fondamentale della libertà di circolazione delle donne a qualunque ora, anche grazie all’assistenza da parte degli oltre 7000 tassisti romani che costituiranno un punto di riferimento in più per le donne che circolano di notte.  Visto che il nuovo regolamento prevede anche che una quota di vetture siano adibite al trasporto dell’utenza disabile, sono certa che l’Assessore alla Mobilità interverrà quanto prima per l’emissione del secondo bando, volto a dotare finalmente Roma di un adeguato servizio che consenta una mobilità accessibile a tutti gli utenti, al pari, dunque, di tutte le altre grandi Capitali europee».
Lo ha dichiarato Lavinia Mennuni, delegato del Sindaco per le Pari Opportunità e membro della Commissione Mobilità di Roma Capitale.

Ultimo aggiornamento Domenica 22 Gennaio 2012 15:31
 
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