DISCRIMINAZIONE TRA MAMME ADOTTIVE ASSUNTE E CO.CO.CO. PDF Stampa E-mail
Scritto da La Redazione   
Lunedì 16 Aprile 2012 18:48

Il congedo di maternità discrimina tra chi è dipendente a tempo indeterminato e chi no. Un bambino adottato, appena arrivato in Italia, può godersi la mamma per cinque mesi, se la madre è una lavoratrice dipendente, e solo per tre mesi, se invece è una lavoratrice co.co.co.
Questa anomalia è oggetto di una interrogazione parlamentare, presentata dai senatori del Partito Democratico Francesco Ferrante e Roberto Della Seta.

Le lavoratrici assicurate presso l'Inps, siano esse dipendenti o lavoratrici autonome, hanno diritto al congedo di maternità e alla relativa indennità, ovvero un periodo di astensione retribuita dal lavoro coincidente - nel caso di una maternità biologica - con i due mesi precedenti al parto e i tre mesi successivi. Lo stesso diritto si applica anche nel caso della maternità adottiva ma i tempi massimi del periodo di congedo variano in relazione al tipo di contratto lavorativo della madre.

Nel caso di una madre adottiva lavoratrice dipendente, il congedo è ancora di cinque mesi, a partire dalla data di arrivo del bambino in famiglia. Nel caso, invece, di una madre iscritta alla gestione separata dell'Inps - ovvero al fondo pensionistico cui debbono iscriversi i liberi professionisti sprovvisti di casse previdenziali autonome, i lavoratori co.co.co, gli atipici ed i discontinui - il periodo di congedo retribuito si riduce a tre mesi.

Il Comitato Parimaternità si sta attivando per combattere questa disparità di trattamento tra dipendenti assunte e atipiche.

La Redazione