La rappresentazione delle donne attraverso il linguaggio

La rappresentazione delle donne attraverso il linguaggio costituisce ormai da molti anni un argomento di riflessione per la comunità scientifica internazionale, ma anche per il mondo politico e, oggi, sempre più anche per quello economico. In Italia numerosi studi hanno messo in evidenza che la figura femminile viene spesso svilita dall’uso di un linguaggio stereotipato che ne dà un’immagine negativa, o quanto meno subalterna rispetto all’uomo.

Il linguaggio degli stereotipi

La comunicazione veicolata dai mass media si basa sul linguaggio. E proprio nel linguaggio risiedono spesso stereotipi.

Già nelle parole che usiamo si annida non la differenza, bensì una forma di discriminazione.

Ci sono le polarizzazioni e asimmetrie semantiche, per cui determinati termini al maschile hanno un significato dall’accezione positiva, mentre al femminile succede esattamente il contrario.

 

LA GOVERNANTE/IL GOVERNANTE

Il femminile indica una donna stipendiata che si occupa dei bambini e dell’andamento della casa; il sostantivo maschile il capo del governo di un paese, che amministra il potere per conto di un grande numero di persone.

Come a dire che, stando al linguaggio, il “regno” delle donne è la casa, mentre per gli uomini è un paese o una nazione.

 

MAESTRA/MAESTRO

La prima insegna nella scuola materna o elementare, il secondo è esperto su qualcosa e va preso ad esempio e modello.

Sembrano davvero banalità, minuzie grammaticali che diamo per scontate e usiamo come se niente fosse.