Gli stereotipi: cosa sono

Il rapporto di conoscenza dell’Altro è di fatto fortemente influenzato dagli stereotipi e dai pregiudizi; questo ci accinge a cercare di capire quali sono i meccanismi che determinano il sorgere di questa modalità di conoscenza, anche nella prospettiva di tentare di modificarli o di evitare che siano usati meccanicamente e senza consapevolezza.

 Vedi quell’uomo là?

Si, ebbene?

Lo odio.

Ma se non lo conosci.

Appunto.

stereotipi: cosa sono

1) Un insieme di credenze

2) Il termine stereotipo

3) Caratteristiche di gruppi etnici

1) Un insieme di credenze

Lo stereotipo è un insieme di credenze, rappresentazioni molto semplificate della realtà e opinioni rigidamente connesse tra di loro, che un gruppo sociale associa a un altro gruppo.

Viene introdotto per la prima volta nelle scienze sociali da Walter Lippmann nell’ambito di uno studio sui processi di formazione dell’opinione pubblica (1922).

Si tratta di “formule” che ci permettono di categorizzare, semplificare la realtà e orientarci in essa, rapidamente e senza dover riflettere.

Ci serviamo di immagini generalizzate che riducono la complessità dell’ambiente, ma annullano al contempo la differenza individuale all’interno dei singoli gruppi.

2) Il termine stereotipo

Gli stereotipi sono tutte le credenze ed opinioni, socialmente condivise, che vengono attribuite ad un gruppo o ad un genere e che finiscono con il determinarne il comportamento e le aspettative.

Il termine stereotipo nasce dal greco stereós/rigido e týpos/impronta utilizzato per la prima volta in ambito topografico per indicare la riproduzione di immagini a stampa per mezzo di forme fisse.

Terrone, checca, smidollato protestante, sporco rosso: tutti questi termini vengono usati nella nostra cultura per trasmettere una particolare animosità verso certi gruppi. Quando si nomina un gruppo, molti altri concetti vengono rapidamente evocati.

3) Caratteristiche di gruppi etnici

Nel 1933 Katz e Braly chiesero a un centinaio di studenti universitari di Princeton di scegliere da una serie di ottantaquattro attributi gruppi di cinque che essi consideravano rispettivamente caratteristici di vari gruppi etnici. Circa il 75% concordava nel ritenere i neri pigri e superstiziosi, gli ebrei furbi, i tedeschi orientati all’attività scientifica. Approssimativamente metà degli studenti considerarono gli americani intelligenti, gli italiani impulsivi, gli irlandesi iracondi e i turchi crudeli.

Queste caratterizzazioni vengono spesso fatte senza possedere una conoscenza di prima mano. La maggior parte di quegli studenti, ad esempio, non aveva mai visto un turco e tuttavia era disposta a descrivere i turchi in genere[1]“.

 

Racconto di un nero americano ad un giornalista bianco che lo intervistava:

“Se tu vai in un ristorante e ti servono in maniera ignobile, sai che c’è una sola ragione: il servizio in quel locale è pessimo.

Se io vado in un ristorante e mi trattano altrettanto male, non so quale sia la vera ragione. È perché sono nero o perché il servizio è pessimo?[2]

 

[1] Gergen K.J. – Gergen M.M., Psicologia sociale, Il Mulino, Bologna 1990, pag. 193

[2] http://www.unict.it/sites/default/files/StereotipiGenere.pdf