La gelosia non è un segno d’amore

Secondo il vocabolario Treccani, la gelosia è uno stato emotivo di dubbio e di tormentosa ansia di chi, con o senza giustificato motivo, teme (o constata) che la persona amata gli sia insidiata da un rivale[1].

Come riporta Del Miglio nell’enciclopedia Treccani, la gelosia (dall’aggettivo geloso, derivato dal latino medievale zelosus, “pieno di zelo”) costituisce un’emozione complessa, un sentimento e una passione; la psicoanalisi la interpreta come una pulsione.

Il sentimento di gelosia, associato alla sensazione che la persona amata “mi appartenga”, fa parte dell’esperienza umana comune, esso ha un valore sociale nei rapporti affettivi profondi per preservare il nucleo familiare e l’unità della coppia in coerenza con il valore diffuso nella nostra cultura della fedeltà e della monogamia[2]

La gelosia è prima di tutto un sentimento e, come tale, solo in alcune circostanze assume connotati di patologicità[3].

La gelosia …tende a conservare quello che ci appartiene o che crediamo ci appartenga…”, François de La Rochefoucauld, Riflessioni o sentenze e massime morali (1665).

Quando la gelosia raggiunge un’intensità tale che il soggetto ne è ossessionato e il suo comportamento abituale subisce delle alterazioni importanti, si parla di passione, che può anche sconfinare nella patologia.

La gelosia morbosa nasce dalla convinzione che vi sia una minaccia al possesso esclusivo del proprio compagno o della propria compagna, ma ciò può verificarsi altrettanto probabilmente per conflitti interiori del partner, la sua incapacità d’amare o il suo desiderio sessuale diretto verso altri e da circostanze esterne che introducono un cambiamento nella vita, o nel comportamento del compagno o della compagna affettiva.

Però sull’idea del limite non è affatto semplice intendersi. Quale è il limite tra normalità e patologia?

È possibile distinguere diverse forme di gelosia.

Una variante indotta culturalmente e attualmente in declino, almeno per quanto riguarda i paesi europei del Mediterraneo, è tipica delle società “dell’onore e della vergogna”[4], presso le quali la donna viene assimilata a un oggetto sessuale, la cui custodia gelosa è dapprima una prerogativa del padre, dei fratelli e dei cugini e in seguito del marito.

La gelosia dell’adulto, detta anche gelosia sessuale; in alcuni casi può assumere le forme patologiche di un vero e proprio disturbo psichiatrico[5].

È considerata comunemente un segno di immaturità psicologica o la conseguenza di uno sviluppo psico-affettivo distorto.

Per quanto riguarda infine la gelosia patologica o “delirio di gelosia”, si tratta di un vero e proprio disturbo psichiatrico caratterizzato dalla convinzione, di solito del tutto gratuita, dell’infedeltà del partner.

L’affannosa ricerca di indizi che comprovino la fondatezza dei sospetti si manifesta con pedinamenti, ricerche, interrogatori serrati, interpretazioni deliranti e falsi ricordi. Il delirio a sfondo paranoico può essere sistematizzato, associandosi o meno ad altri disturbi psichici

La gelosia delirante o “sindrome di Otello”. Il geloso delirante è paranoico, convinto che l’altro lo tradisca, cerca continuamente indizi e prove ma in effetti la sua gelosia è impermeabile ad ogni confronto con la realtà, anche se questa dovesse dimostrargli che si sta sbagliando. Il comportamento del geloso delirante è teso a far ammettere all’altro la colpa. Da qui una continua richiesta di confessioni assillanti, portate avanti talvolta in modo reiteratamente subdolo, altre volte con l’arma del ricatto, talvolta infine ricorrendo alla coercizione e alla violenza fisica.

Questo tipo di gelosia può giungere ad atti violenti nei confronti del partner o del presunto amante.

La gelosia ossessiva. È ricollegabile ad un disturbo ossessivo compulsivo. Qui è il dubbio a farla da padrone. I gelosi ossessivi riconoscono l’infondatezza dei loro sospetti, arrivano anche a vergognarsene, ma sono, loro malgrado, trascinati e sommersi dal dubbio. Così c’è chi sottopone tutti i giorni la moglie a martellanti interrogatori, chi controlla minuziosamente la castità del suo abbigliamento o la corrispondenza del partner e chi magari anche la biancheria intima alla ricerca di attività sessuali illecite.

Secondo Gabriella Costa, la gelosia delirante o ossessiva, è quella di chi azzera e nega l’alterità dell’altro per possederlo completamente. È fatta di sospetti che rifiutano qualsiasi prova contraria, di convinzioni deliranti che non hanno fondamento nel reale, di continui pedinamenti, controlli incrociati, interrogatori.

È quella malsana e aberrante di chi dice: mi appartieni, faccio di te quello che voglio, ti annullo, ti nego il diritto di essere altro. Che altrimenti detto suona sinistramente: “ti nego il diritto di esistere”.

Il possesso non c’entra mai con l’amore. Nel possesso non si può mai realizzare un incontro che si possa definire tale.

E non solo la gelosia “cattiva” avvelena e manda a rotoli le storie ma miete vittime, nel senso più concreto del termine. Si uccide trascinati da questo sentimento che troviamo in cima alle statistiche relative alle cause di omicidi. Sono agghiaccianti, pure, gli ultimi dati relativi alle violenze domestiche subite dalle donne a opera del partner e dell’ex, imbizzarrito e accecato dalla gelosia, in preda all’istinto di cancellare definitivamente l’altro[6].

Deve essere chiaro che la gelosia nasce da paura, da insicurezza di sé e da mancanza di autostima. Le persone gelose credono di sentirsi meglio se esercitano un controllo totale sull’altra persona e questo non c’entra con l’amore, non è un segno d’amore.

La gelosia distrugge i rapporti. 

 

[1] http://www.treccani.it/vocabolario/gelosia.

[2] http://www.societasessuologia.it/problematiche-della-sessualit%C3%A0/item/77-gelosia-morbosa-e-delirio-di-infedelt%C3%A0.html

[3] Lorenzi P., Criteri per la diagnosi di gelosia patologica, in Rivista di psichiatria, 2002, 37, 6.

[4] Van Sommers P., Jealousy, London-New York, Penguin Books, 1988 (trad. it. Roma-Bari, Laterza, 1991).

[5] Del Miglio c., in http://www.treccani.it/enciclopedia/gelosia_(Universo_del_

Corpo)/

[6] Costa G., Ossessione, Delirio, Possesso in http://ri-trovarsi.com/2015/04/09/ossessione-delirio-possesso