Dallo stereotipo al pregiudizio alla discriminazione

Dallo stereotipo al pregiudizio alla discriminazione

  1. Stereotipi
  2. Pregiudizi
  3. Discriminazioni

 

  1. Stereotipi

Rispondenti alla necessità di semplificare la realtà e di costringerla in categorie, ritraendo solo aspetti parziali o eccedenti di una persona o di un gruppo, gli stereotipi finiscono spesso con il darne una connotazione negativa.

Il concetto di stereotipo è strettamente connesso con quello di pregiudizio.

2. Pregiudizi

Similare alla connotazione più negativa di uno stereotipo, un pregiudizio è un’opinione preconcetta concepita non per conoscenza precisa e diretta del fatto o della persona, ma sulla base di voci e opinioni comuni.

Un pregiudizio può essere considerato un atteggiamento e come tale può essere trasmesso socialmente, e ogni società avrà dei pregiudizi più o meno condivisi da tutti i suoi componenti.

 

Inoltre, riflessione valida anche nel caso degli stereotipi, tendiamo a formare i nostri pregiudizi soprattutto relativamente a persone appartenenti a un gruppo diverso dal nostro, di cui necessariamente avremo una conoscenza meno approfondita, e di cui saremo quindi meno in grado di vedere differenziazioni interne.

Il pregiudizio è quindi l’attitudine a reagire nei confronti di una persona prontamente ed in modo chiaramente sfavorevole, sulla base dell’appartenenza della persona stessa ad una classe o categoria. Il termine è usato per riferirsi a tendenze negative[1].

I pregiudizi trovano radici nelle influenze culturali, nell’educazione fornita dai genitori durante l’infanzia e nelle esperienze negative della vita adulta. Quando si riceve una frustrazione, l’ostilità conseguente viene rivolta contro un sostituto dell’aggressore che sia socialmente accettabile nel ruolo di vittima, ovvero una minoranza. La competizione tra gruppi e le stesse differenze possono contribuire allo sviluppo del pregiudizio.

Alla connotazione negativa nei riguardi di persone che appartengono a un differente gruppo sociale, al conseguente atteggiamento di presa di distanza, spesso fanno seguito comportamenti che esitano in vere e proprie azioni di emarginazione, di discriminazione.

  1. Discriminazioni

Quando il pregiudizio si traduce in un comportamento specifico possiamo parlare di discriminazione.

Con questo termine si intende un trattamento diverso riservato a un particolare gruppo sociale da parte di un altro gruppo sociale. Lo scopo della discriminazione è stabilire una differenza tra i due o più gruppi a favore del proprio.

Un esempio per tutti: lo sterminio di sei milioni di ebrei da parte dei nazisti ne è forse nella storia recente l’esempio più clamoroso.

Oppure le intimidazioni, gli attacchi verbali e fisici violenti, i comportamenti vergognosi verso le persone Lgbt (lesbiche, gay, bisessuali e transgender).

O ancora, le donne sono state discriminate dagli uomini con la negazione dei diritti politici e civili.

Stereotipi, pregiudizi, discriminazioni

Uno dei risultati dei meccanismi della discriminazione è che le persone contro cui essa è diretta possono sperimentare un abbassamento dell’autostima.

Chi è vittima di discriminazione si può sentire un essere inferiore, uno che non vale nulla, può scegliere di rinunciare ad ogni sforzo per ottenere dei successi, può avere tendenze all’autolesionismo.

Inoltre, le vittime della discriminazione spesso sono indotte a comportarsi in modo da giustificare il pregiudizio o la discriminazione.

 

Dallo stereotipo al pregiudizio alla discriminazione

Stereotipi, pregiudizi, discriminazioni

[1] Gergen K.J. – Gergen M.M., Psicologia sociale, Il Mulino, Bologna 1990, pag. 167

Come si possono classificare gli stereotipi?

Come si possono classificare gli stereotipi?

stereotipi classifica

Si possono classificare in:

Positivi: gli italiani sono raffinati amanti

Negativi: gli italiani sono mafiosi

Neutri: gli italiani gesticolano

 

Secondo Lippmann il rapporto conoscitivo con la realtà esterna non è diretto, ma mediato dalle immagini mentali che di quella realtà ciascuno si forma. Tali immagini (gli stereotipi appunto) altro non sono se non delle semplificazioni grossolane e piuttosto rigide che il nostro intelletto costruisce quali “scorciatoie” per comprendere l’infinita complessità del mondo esterno.

Caratteristica degli stereotipi è infatti la loro persistenza anche attraverso le generazioni, quasi indifferente alla realtà che nel frattempo si evolve e modifica le condizioni in cui avevano avuto origine e senso.

 

Gli stereotipi sono socialmente condivisi. Ma perché si diffondono?

– Ci fanno sentire portatori di saggezza

– Ci rasserenano nell’ansia delle scelte

– Ci danno stabilità

– Ci sublimano interessi dell’ego e del gruppo di appartenenza: la creazione di stereotipi spesso riflette un potere culturale di un gruppo su un altro (uomini contro donne, italiani contro stranieri, ecc.)

– Universalizzano, assolutizzano, naturalizzano le nostre opinioni

– Semplificano le nostre scelte, i nostri valori culturali

– Ci danno conferma

– Sono utili per la sopravvivenza

– Gestiscono le nostre contraddizioni